OpenOffice.org 2.3 ha rappresentato un grande balzo avanti per la suite opensource, tanto che forse meritava una numerazione più evidente. Nel frattempo però IBM, pur avendo dedicato suoi programmatori allo sviluppo di OpenOffice, ha presentato un suo prodotto: Lotus Symphony che strizza l’occhio a Office 2007 ed è basato sull’ormai datato Ooo.org 1.1.4.

Siamo ancora alla “beta”, la versione definitiva dovrebbe arrivare nei primi mesi del 2008, ma qualche riflessione si può già fare.

Il primo pensiero che mi è venuto è stato riguardo la licenza: “ovviamente” Lotus Symphony è distribuito con licenza proprietaria. Bella roba.

La seconda riflessione, che muto dall’interessantissimo articolo di Mayank Sharma su Linx.com, è che se davvero IBM avesse voluto fare qualcosa di buono per la comunità opensource avrebbe potuto lavorare ad esempio sulle estensioni o su un qualcosa che si potesse applicare a OpenOffice.org. Sviluppare una suite indipendente pare davvero poco utile.

L’ultima riflessione è legata all’intefaccia scelta: molto spinta come somiglianza a Office 2007. Ho avuto modo di vedere da vicino Office 2007 e di sentire i commenti di utenti che da Office precedenti si sono trovati catapultati nel nuovo office e sinceramente non ho avuto molti riscontri positivi. Il nuovo Office di casa Microsoft è pienamente nella filosofica dell’utente che non deve avere troppe scelte, due tasti e via. Solo per fare un esempio: in Access (<2007) per gestire un gruppo di lavoro bastavano due click, si sceglieva un’opzione da un menù. Oggi la cosa più comoda è fare a manina un comando in VisualBasic.

Word 2007Symphony 2007

Per concludere: l’interfaccia di OpenOffice.org è certamente un pò antiquata e per alcuni versi scomoda, ma rincorrere l’usabilità di Office 2007 mi pare comunque la strada sbagliata.

Rimane che, sempre secondo l’imparzialissimo linux.com😀, OpenOffice.org 2.3 è comunque almeno al pari se non superiore a Office 2007. Ringraziamo IBM per tutto quello che fa per l’open source, ma in una grande amicizia bisogna anche saper avvisare quando – a nostro avviso – si stanno commettendo errori.